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domenica, 29 luglio 2007

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Alfred Stieglitz - The Steerage, 1907
postato da: Maud alle ore 22:20 | link | commenti
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mercoledì, 18 luglio 2007

About folk music

Beh, è così che qualche giorno fà mi capita per caso tra le mani questo cofanetto, ed il mio sguardo, posatosi distrattamente sulla track list, coglie i nomi di Woody Guthrie, Big Bill Broonzy, Fred Neil, Tim Buckley. Minchia! Un'occhiata alla copertina di tale mirabile raccolta mi palesa il titolo, ovvero "Washington Square Memoirs: The Great Urban Folk Boom (1950-1970)", e la relativa casa discografica, la Rhino (ma guarda un po'), nonchè l'immagine di quella stessa Washington Square il cui parco ha visto Robert Redford camminare a piedi nudi.
Da quel dì radioso nulla più riesce a distogliermi dall'ascolto del cofanetto di cui sopra: di tanto in tanto, poichè ritengo doveroso un consumo centellinato della bellezza affinchè non se ne sciupino i contorni, compio il tentativo estremo di allontanarmene. Chessò, magari uscendo di casa. Ma mi manca!! Mi sorprendo a pensarci, nemmeno fosse il mio amante. Lo vorrei con me. E sono persino disposta ad accontentarmi di un volgare surrogato in mp3.

Comunque, per passare al nocciuolo della questione, questa compilation raccoglie i nomi più significativi del folk revival dagli anni '50 al '70. Il fatto che gran parte di codesti individui mi siano pressochè sconosciuti (beata ignoranza) la rende un validissimo spunto per ascolti futuri.
La mia sezione preferita è la prima, quella dedicata agli anni '50, ove
l'assenza di Leadbelly è presumibilmente giustificata dalla sua morte prematura avvenuta nel 1949. Alcuni pezzi sono così attuali che ne sono andata a verificare la data di pubblicazione perchè non potevo credere che potessero essere addirittura antecedenti ai sixties. Ed invece lo sono! Da qualche parte, tra il blues rurale del delta e Woody Guthrie che da voce ai suoi Okies, ho visto le origini della 'mia' musica... .
Nella seconda metà di questo primo cd vengono coperti i primi anni '60, per poi passare, nel secondo, all'epoca del massimo splendore del folk di protesta (quando persino Dylan ci credeva, per intenderci). Si giunge poi alla piega introspettiva assunta sul finire degli anni '60. In questo terzo, ultimo cd, sono presenti due brani come Once I Was di Tim Buckley e Dolphins di Fred Neil che da soli potrebbero valere la compilation nella sua interezza.

"I'm convinced that if there's a human race in a few hundred years, if in studying the history of music, they'll say that in the latter half of the 20th century a very interesting phenomenon occurred where city people picked up what had been done in the countryside for centuries and called it a folk-song revival."
                                                                                     Pete Seeger
postato da: Maud alle ore 22:51 | link | commenti (8)
categorie: musica
martedì, 10 luglio 2007

Feel like going home

"Non posso immaginare la mia vita - o quella di chiunque altro - senza la musica: è come una luce nel buio che non si spegne mai"

E' con queste parole che Martin Scorsese apre il suo film documentario "The Blues - Feel like going home", il primo della serie da lui prodotta. Si tratta di una frase semplice, così diretta e priva di forzature e lirismi che mi parrebbe figurare in modo degnissimo in una moderna Antologia di Spoon River (con i dovuti scongiuri), la confessione di un modo di intendere la vita, la propria. Si tratta poi del senso sotteso all'intero documentario, la visione del quale pone, in maniera diretta, il quesito seguente: ma come avranno fatto i neri americani a sopravvivere, sradicati dalla loro terra, costretti a campare di stenti lavorando in condizioni disumane, stretti da divieti finalizzati alla distruzione di ogni legame culturale con il loro passato, ed in tali condizioni di vita ad essere comunque in grado di conservare la loro identità? Identità che non solo sussiste tutt'ora, ma i cui frutti hanno influenzato in maniera consistente una parte importante della cultura 'occidentale', quella musicale. E la risposta, la loro grande forza, la si trova proprio nella musica. Senza la quale sarebbero stati annientati come è pressochè avvenuto nel caso dei nativi americani. La musica come forma di espressione creativa, di comunicazione, di aggregazione. La musica come strumento che consente di cercare e trovare quella bellezza istintiva senza la quale l'esistenza mi sembra non avere significato. Una luce nel buio, appunto.
Come sia possibile vivere senza la musica, davvero non so.

Listening to: Akron Family - Akron Family

postato da: Maud alle ore 14:24 | link | commenti (8)
categorie: musica, movies